Bhutan: Gomkora, festival di Paro e Druk Yul

Workshop fotografico con Giampietro Mattolin

1° giorno Mercoledì 13 marzo

Delhi  

Patenza da Milano con voli di linea Lufthansa per Delhi.

 

 

2° giorno 14/03

Delhi – Guwahati – Samdrup Jonkhar  

Arrivo a Delhi il mattino presto, disbrigo delle formalità doganali e trasferimento al terminal dei voli nazionali per prendere il volo per Guwahati in Assam che parte da Delhi alle 10.10 ed arriva alle 13.50 (orario da confermare), dove è in attesa del gruppo la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Si prosegue il viaggio verso il confine, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine si raggiunge il villaggio di Samdrup Jonkhar e ci si accomoda in un alberghetto bhutanese.  

3° giorno 15/03

Samdrup Jonkhar – Trashigang  

La strada per Trashigang serpeggia tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda (la migliore disponibile, con la maggior parte delle stanze con servizi privati) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata.

4° giorno 16/03

Trashigang – Gomkora (Thongdrol) – Mongar  

Si parte presto per raggiungere il tempio di Gomkora che è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. E’ un sito tranquillissimo tutto l’anno ma per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang in Arunachal Pradesh ed altre etnie minori. Verso le 8 del mattino si svolge la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Il grande rotolo di tessuto viene portato dal tempio in processione con grande solennità circumambulando il terreno sacro della fonte d’acqua e fino alla spazio delle danze rituali, con un elegante seguito di monaci e dignitari bhutanesi. La grande tanka viene quindi issata e la gente forma una lunghissima coda per poterla toccare mentre iniziano le cerimonie e quindi le danze. Nel pomeriggio si parte per Mongar, seguendo il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo.

5° giorno 17/03

Mongar – Jakar

Jakar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Da Mongar si scende fino al fiume Kuru (650 mt) e da qui ci si inerpica pian piano osservando diversi tipi di ambienti arborei, dalle foreste tropicali ai boschi di rododendri e pini himalaiani, seguendo la strada che in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime fino al passo di Thrumshing. Si arriva a 3750 mt, il punto più alto di tutto il percorso; con il tempo limpido si godono spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo verso il Bumthang si visita il villaggio di Ura, dove risiede la famiglia che detiene un importante lignaggio Nyingmapa e si trova un bel tempio, e, arrivati a Jakar ci si accomoda in un albergo piuttosto semplice ma pulito e caratteristico.


6° giorno 18/03

Sightseeing in Jakar

La valle del Bumthang è il cuore religioso del Bhutan e patria di alcuni dei più antichi templi buddisti. Racconti di Guru Padmasambhava e delle sue reincarnazioni si possono sentire ancora in tutto il Bumthang. Le visite di oggi (se non effettuate il giorno precedente) comprendono:

Jambey Lhakhang: Il monastero fu costruito nel 7° secolo dal re tibetano Songtsen Gampo. E’ uno dei 108 monasteri che ha fatto costruire per sottomettere gli spiriti maligni nella regione himalayana. Il suo attuale aspetto architettonico risale all’inizio del 20° secolo.

Kurje Lhakhang: Situato oltre lungo la valle, Kurje Lhakhang si compone di tre templi. Quello a destra o il più antico di questi templi, fu costruito nel 1652 sul sito di una grotta contenente un sasso con l’impronta del corpo del Guru, ed è quindi considerato come il più sacro.
Tamshing Lhakhan: Situato attraversando il fiume da Kurje Lhakhang, questo tempio è stato fondato nel 1501 da Terton Pema Lingpa, una reincarnazione del Guru Padmasambhava. Ci sono dipinti religiosi molto vecchi tutto attorno le pareti interne del tempio, che è stato restaurato alla fine del 19° secolo.

Jakar Dzong: Costruito, inizialmente come un monastero, nel 1549 dal bisnonno del primo Shabdrung. E’ stato restaurato nel 1646, dopo che lo Shabdrung vi aveva definitivamente stabilito il suo potere. La leggenda narra che quando i Lama si riunirono per decidere sul sito per costruire il Jakar Dzong, un grande uccello bianco è volato improvvisamente in aria e si è posato su uno sperone della collina dove poi è stato costruito il «Castello dell’uccello bianco». Il Jakar Dzong è ora utilizzato come centro amministrativo per la valle del Bumthang, e ospita anche l’ente regionale monastico. Pernottamento – Jakar

7° giorno 19/03 Jakar 

Wangdi Phodrang

A Jakar si visita Jambay Lhakhang, la cui origine risale all’VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. Si parte quindi per Trongsa (68 km) attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), dove si trova uno Dzong bello ed importante, il luogo di origine dell’attuale dinastia reale. Si prosegue verso il passo del Pele (3390 mt), da dove si scende fino a Wangdi Phodrang (1250 mt) che dista 129 km. Prima del valico si incontra il bellissimo sito di Chendenbji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in un comodo hotel.

 

8° giorno 20/03

Wangdi Phodrang – Punakha – Paro 

Si inizia la giornata risalendo il corso del fiume fino a Punakha (21 km), il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Paro attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue scendendo verso Thimphu (2320 mt), la capitale, e da qui con un percorso di 65 km, che richiede quasi 2 ore, durante il quale si potranno gustare stupendi panorami si giungerà a Paro. Sistemazione in un comodo hotel.

9° giorno 21/03

Paro, il grande Cham (Thongdrol)   

Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rinpoche, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. Pernottamento e cena in hotel.

10° giorno 22/03

Paro – Thimphu – Paro

Si ritorna a Thimphu e ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue con la visita al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante, ed un convento femminile. Ci si reca poi in un centro di produzione artigianale e si completa la visita con il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimphu, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci; nei pressi gravita una piccola comunità Gomchen. Rientro a Paro e se si avrà tempo si potrà visitare il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; eventualmente, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio.

Pernottamento e cena in hotel.

11° giorno 23/03

Paro, escursione a Taktshang

A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rinpoche, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugio da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Pernottamento e cena in hotel

12° giorno 24/03

Paro – Delhi – Italia  

Il volo della Druk Air per Delhi parte il mattino. Il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalayano del Chomolhari e del Kanchendzonga fino al Makalu ed all’Everest. Arrivati a Delhi se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto. Trasferimento in aeroporto in coincidenza con il volo per l’Italia.

 

13° giorno lunedì 25 marzo

Arrivo in Italia.
Essenza del viaggio:

Il viaggio prevede di raggiungere in volo Guwahati da Delhi e di seguire un percorso via terra che attraversa il Bhutan da est ad ovest. Si inizia andando da Samdrup Jonkhar a Trashigang, nell’estremo est, in occasione della ricorrenza di Gomkora, un festival dalle origini arcaiche che conserva le caratteristiche di una celebrazione della fertilità, seppur intessuto negli ultimi secoli da elaborati riti di carattere religioso, una ricorrenza che richiama i diversi gruppi etnici che abitano le aree circostanti. Si sarà presenti nei momenti salienti dell’evento, avendo però anche modo di visitare bene la stessa Trashigang con lo splendido Dzong ed il remoto villaggio di Tashyangtse.

Dopo Gomkora inizia il percorso che porta pian piano verso ovest arrivando a Mongar e da qui, oltre l’alto passo del Trumshing, nella regione centrale del Bumthang dove si visitano Ura e Jakar, un villaggio che è il centro amministrativo della regione. Proseguendo si arriva allo Dzong di Trongsa, a Chendebji Chorten e, oltre il passo del Pele, nel Bhutan occidentale, alla grande vallata di Wangdi Phodrang e Punakha, che è considerato il sito storico più bello ed importante del paese.

Un ultimo passo porta poi a Thimpu, la capitale, e da qui ci si sposta a Paro, per una escursione a Taktshang, il famosissimo “nido della tigre”. Nell’ultima giornata si assisterà al momento saliente del grande Cham, l’evento più celebre del ricco calendario bhutanese.

Si parte quindi in volo da Paro per Delhi e, chi preferisce, invece di proseguire da qui per l’Italia potrà fermarsi per visitarne i siti più interssanti.

Il percorso darà così una grandiosa visione d’insieme del paese: si partecipa a tre eventi del folclore bhutanese, ciascuno con caratteristiche peculiari e molto diversi tra loro, incontrando anche diversi gruppi etnici; si percorrono le diverse regioni del Bhutan, godendo di una natura incontaminata che va dalle foreste tropicali del confine assamese ai boschi di rododendro himalayano; si vedranno i principali Dzong ed i siti più antichi del paese.

Quota per persona: € 3.390

Supplemento singola € 330

Partenza: 13 Marzo 2019
Trattamento:

FB pensione completa, escluso ultimo giorno in B&B

 

La quota comprende:

  • Tutte le tasse e i permessi;
  • Visto e tassa per il turismo in Bhutan;
  • Voli interni Paro – Delhi e Guwahati-Delhi;
  • Trasferimento Guwahati – Samdrup Jongkhar;
  • Sistemazioni in hotel come da programma;
  • Tutti i pasti / solo colazione l’ultimo giorno;
  • Acqua in bottiglia in macchina;
  • Guida con licenza Bhutanese per tutto il tour;
  • Tutti i trasporti interni;
  • Assicurazione per assistenza sanitaria, perdita bagaglio e penali da annullamento.

La quota non comprende:

  • Diritti di iscrizione: 80€
  • Volo aereo internazionale;
  • Visto indiano (50 $ on line);
  • I pasti non indicati;
  • Le mance e le spese di carattere personale;
  • Tutto quello non espressamente citato nella “Ila quota comprende”.
Chi ci accompagna?

Chi ci accompagna?

Giampietro Mattolin

Fotografo e viaggiatore, privilegia gli “scatti” legati alle esperienze di viaggio. Ricerca l’essenza dei particolari nei paesaggi, persone e situazioni che ne sono protagonisti.

Da anni accompagna gruppi in varie Regioni del mondo. Ha visitato tutti i continenti, ma è un particolare conoscitore dei paesi Himalayani (Tibet centrale, Amdo e Kham, Ladakh, Rupshu, Spiti, Zanskar, Nepal, Mustang, Sikkim, Bhutan, Arunachal Pradesh), dell’India, del Myanmar, relativamente all’Asia; Tuva e Altai per la Russia siberiana; Iran, Siria e Giordania per il Medio Oriente.

Nel 2005 vince il premio “DE PISIS” in occasione di “Landscapes”, Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara. Pubblica: nel 2006 “Himalaya – luoghi cultura spiritualità”, (in collaborazione con Piero Verni),  Arketis, Padova; nel 2007 “Mustang – A un passo dal cielo”, (in collaborazione con Fiorenza Auriemma e Piero Verni), Arketis, Padova; nel 2012 “Lung ta – Universi tibetani”, (in collaborazione con Piero Verni), Grafiche Leone, Venezia, a conclusione di una trilogia sulle culture himalayane all’interno del progetto “L’Eredità del Tibet – The Heritage of Tibet” (www.heritageoftibet.com), che dal 2014 cura con Piero Verni; nel 2015 “Tulku – le incarnazioni mistiche del Tibet” (in collaborazione con Piero Verni), Grafiche Leone, Venezia. Nel 2007 espone, nel contesto Palladiano di VILLA CALDOGNO, una personale fotografica, dedicata alla 3^ età, dal titolo “Vite parallele”. Mostra riproposta nel 2008 nell’ambito della 6^ edizione della manifestazione “ETICA-mente” a Cintello di Teglio Veneto (VE). Dal 2013 espone la mostra fotografica “Cham – le danze rituali del Tibet” (in collaborazione con Piero Verni), proposta itinerante già esposta a Firenze, Caldogno (VI), Padova, Genova, Venezia, Pavia, Pisa, Treviso e Roma. Nel 2015 espone a Venezia, all’interno di Padiglione Tibet, la mostra fotografica “Amdo – il paese del XIV Dalai Lama” (in collaborazione con Piero Verni), riproposta a Genova e Merano (BZ). Dal 2016 espone la mostra fotografica “Tulku – le reincarnazioni mistiche del Tibet”  (in collaborazione con Piero Verni), proposta itinerante già esposta a Milano, Roma, Venezia, Lucca e Biella.